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Mosè in Egitto Rossini Opera Festival 2011 di Gioachino Rossini ROSSINI OPERA FESTIVAL 2011 Pesaro, Adriatic Arena, 11 agosto 2011, prima. "Le luci di sala sono ancora accese. L'orchestra converge sinuosamente sul polo magnetico dei 440 Hertz, come un enorme animale che assume lentamente la posizione di riposo, prima di liberare tutta l'energia di cui dispone. Le luci si spengono. L'opera ha inizio. Nella penombra figure dolenti si aggirano tra il pubblico, mostrando foto di congiunti dispersi. Poco dopo vediamo soldati egiziani, con la divisa nera, che attraversano di corsa la platea, seguendo linee ortogonali. All'improvviso le luci si accendono generosamente sulla scena. Questa è realizzata su più piani, attraversati e sostenuti da colonne e da una lunga scala ricurva. Ai piani superiori vivono e operano gli egiziani; agli inferi(ori) gli ebrei. Gli egiziani indossano la kefiah, gli ebrei lunghi caffettani. Mosè, in particolare, ha una lunga barba scura e un giubbotto militare: troppo simile al re-del-terrore-Bin-Laden per essere una coincidenza. Scopriamo dunque, a poco a poco, la sottile operazione esegetica proposta dal regista Graham Vick: egli ha identificato gli antichi ebrei con gli odierni palestinesi, gli antichi egiziani con gli odierni israeliani! Questa non sarà l'unica sorprendente metafora dell'opera, ma sembra esserne la principale: l'idea d'impianto del lavoro del regista inglese sul Mosè..."

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