"Tutto è dentro di noi"
1951-2025
Maestro Yuji Yahiro, goodbye
Il maestro Yuji Yahiro
Note biografiche
Yuji Yahiro nasce nel 1951 a Fukuoka, in Giappone. Nella sua famiglia si respira l’aria della tradizione culturale giapponese: il padre discende da una antica famiglia di samurai, la madre è nipote di un famoso monaco zen.
Già dall’infanzia manifesta uno spirito di indipendenza che lo porta dapprima a contestare, con tutta la forza delle proprie convinzioni, l’insegnamento convenzionale e conformista che la scuola elementare vuole impartirgli e poi a rifiutarlo, andando a
ricercare, nel confronto diretto delle cose della vita e nella sua capacità di esprimere un pensiero proprio, la direzione del suo studio. Pensa che, se è nato, la sua vita deve avere un valore superiore a quello che comunemente le persone pensano; immagina che deve esserci un modo per non morire mai e vuole scoprirlo. Poco a poco, lo studio della filosofia e la pratica delle arti tradizionali lo portano sempre più vicino all’essenza vera della cultura giapponese, quella stessa che valorizzerà nel corso della sua vita e della sua ricerca. Presso il monastero shinto che frequenta, riceve, ancora bambino, l’insegnamento delle pratiche terapeutiche tradizionali e l’impulso ad approfondire la loro essenza spirituale. Resta particolarmente colpito dalla frase del monaco che lo ha introdotto allo studio dello shiatsu: “lo shiatsu è Cuore”. All’età di 13 anni già pratica terapia, utilizzando sia lo shiatsu che la pranoterapia, verificandone l’efficacia in particolare su quei disturbi che la medicina ufficiale non riesce a risolvere. La sua ricerca lo porta ben presto a cercare risposte alle sue domande oltre i confini di un settore e di un luogo. All’età di 15 anni, a piedi e con pochi soldi, attraversa il Giappone in una solitaria ‘marcia della pace’, lasciando la sua famiglia e promettendo a se stesso di non tornare prima di aver avuto successo nella sua ricerca. Lascia poi il Giappone e viaggia per lungo tempo, incontrando tanti uomini e tanti insegnanti, praticando terapia e sperimentando le più diverse esperienze di vita, prima in Australia, poi in alcuni paesi dell’Asia. In Thailandia apre una attività commerciale che gli fa conoscere il successo sociale; ma la ricerca del senso profondo della sua vita lo porta a decidere di abbandonarla, nel bel mezzo della sua affermazione. Nel 1973 arriva in Italia e nel febbraio del 1974 inizia a praticare e a diffondere lo studio dello shiatsu nel Centro ‘Bu sen’ di Milano. La storia dello shiatsu in Italia, e la sua diffusione, iniziano soprattutto da quel momento. Fra gli studenti di quei primi anni ci sono gran parte degli studiosi e degli insegnanti che hanno contribuito a far conoscere lo shiatsu e che tuttora ne promuovono lo studio in Italia. La sua ricerca, benché concentrata, in quegli anni, nel campo della medicina naturale e nell’approfondimento filosofico e pratico di arti mediche come lo shiatsu, l’agopuntura, la moxa, l’alimentazione, si rivolge sempre anche verso l’aspetto spirituale. È del gennaio 1974 l’incontro con il maestro Taisen Deshimaru, uno dei più grandi interpreti moderni dello Zen. Manterrà con lui uno stretto contatto di studio e gli sarà vicino nel momento della sua morte, nel 1982. Intrattiene per molti anni una fitta corrispondenza di studio di filosofia e di arte medica con il maestro Shizuto Masunaga, uno dei padri dello shiatsu, che ha contribuito in maniera sostanziale a dare a questa disciplina una sua dignità scientifica e terapeutica e che è ideatore di un metodo di diagnosi ispirato ai principi della medicina tradizionale orientale. Durante gli anni di permanenza a Milano dedica tutto se stesso alla pratica terapeutica, portando la sua ricerca al limite della sopravvivenza fisica. Numerosissimi sono i pazienti che attendono di ricevere una terapia da lui. Nello stesso periodo, a conferma della diversificazione dei temi della sua ricerca, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera. Di fronte al successo sociale, stavolta ottenuto grazie alla sua arte terapeutica, lascia di nuovo tutto. Decide di andare via da Milano e si stabilisce in una casa di campagna, a Colbordolo (Pesaro), dove fonda l’associazione ‘Reishi Kai’ che estende la sua ricerca in numerosi campi: dalla scienza agli studi di filosofia e di religione. Organizza incontri, seminari, campi di studio e di pratica su temi diversi. Pubblica in proprio ‘La zanzara di campagna’, un periodico di cultura, filosofia e medicina orientale, che riporta le esperienze sui temi di studio che animano la vita dell’Associazione e alcuni spunti di riflessione sulla vita. Nei primi anni ‘80 inizia un tour per l’Europa che lo porterà a fermarsi per due anni in Spagna, dove fonda un Centro di studio a Barcellona. In quel periodo viene invitato a insegnare lo shiatsu, l’agopuntura e la moxa ai medici e ai terapisti dell’Accademia TAO di Madrid, presso la cattedra che era stata di Nguyen Van Nghi. Nel 1982 uscirà il suo primo libro (Keiraku shiatsu, edizioni r.e.d.) a cui faranno seguito numerose ristampe e l’edizione in lingua spagnola. Nel luglio 1981, in Svizzera, ad una conferenza internazionale sulla medicina, la filosofia e la pace mondiale, incontra il maestro Masahiro Oki. È l’incontro che sognava da sempre e quello che segnerà la sua vita. Toccato profondamente dalla sua figura e dal suo insegnamento, decide di divenirne allievo e discepolo. Da quel momento tutto il suo impegno di ricerca si concentra verso lo studio della filosofia pratica, ispirato alla vita del maestro Oki: diventa quindi per molti, soprattutto in Italia, la guida alla comprensione del suo insegnamento, che si dimostra sempre più grande e profondo. Nel 1984 guida un folto gruppo di studenti italiani in Giappone, nel dojo del maestro Oki, a Mishima. L’occasione è il primo Life Encounter, un’esperienza di studio di tre mesi, cui partecipano più di 150 persone da tutto il mondo, e di cui diviene responsabile. Dopo la scomparsa del maestro Oki, avvenuta nel luglio 1985, a Pesaro, proprio l’ultimo giorno del campo estivo di studio organizzato nel dojo di Colbordolo, si rafforza il suo impegno nel promuovere lo studio dell’Oki do in Italia e all’estero, dove viene spesso invitato per offrire la sua esperienza di ricercatore e di studioso. Si reca in molti paesi dell’Europa, in India e in Giappone, intensificando e promovendo incontri di scambio culturale, seminari e confronti con ricercatori, filosofi, religiosi di diverse culture e nazionalità, con il comune impegno verso la costruzione di un mondo di pace. In quegli anni il suo personale impegno di ricercatore ispira e sostiene la nascita e lo sviluppo della Federazione Italiana Oki do, l’associazione nella quale si esprime la collaborazione tra Centri, Gruppi di Studio, Scuole e ogni altra realtà di studio Oki do in Italia. Nel 1988 fonda l’Accademia ‘Ten Jin Chi’ (Cielo Uomo Terra), ispirata ad uno studio globale e rivolta a studiosi di ogni settore, e successivamente, l’Istituto di Ricerca globale Oki do, luogo di incontri di approfondimento, dove il percorso per la conoscenza dei principi della natura viene applicato e verificato nelle diverse dimensioni di vita dell’essere umano: la dimensione del corpo, del cuore e dello spirito, della vita quotidiana e dell’ambiente. Sulla base di questa ricerca globale e sui principi della Medicina Oki do, promuove l’esperienza della Clinica Dojo, dove la terapia e l’educazione alla salute sono il frutto dell’equilibrio fra il trattamento medico e l’impegno personale, fondati sulla valorizzazione delle capacità umane di autoguarigione proprie di ognuno. E’ grazie alla sua ricerca del modo più corretto di offrire nella società il frutto dell’impegno personale di studio che nasce “Oki do Human Life Project”, associazione non profit che realizza progetti di sostegno in diverse parti del mondo, coniugando fra loro la dimensione dello studio e quella del servizio. Il maestro Yahiro, che attualmente vive e studia nello Shudojo ‘Ten Tai En’ di Colbordolo (PU), è presidente dell’Oki do Italia.
LO STUDIO DELLA LEGGE DI NATURA
di Yuji Yahiro
Quando si parla di tradizione della medicina orientale non ci si deve riferire soltanto a quella sviluppatasi in Cina e in Giappone, ma anche a quella che è fiorita in molte parti dell’Asia, come per esempio in India o in Medio Oriente. Il modo di intendere la salute in Asia si ispira a principi alquanto diversi da quelli seguiti dal pensiero moderno. Attualmente, per esempio, lo Shiatsu è conosciuto e apprezzato soprattutto per il suo effetto sintomatico; si pone cioè una grande importanza alle sue manifestazioni terapeutiche esterne, mentre il suo scopo originale, le radici da cui è nato, è quello di studiare e seguire la Legge della Natura. Qualunque impegno di studio che non sia indirizzato alla scoperta della Legge della Natura, anche se raggiunge l’effetto previsto, non può diventare un percorso di studio utile a migliorare la vita stessa. In terapia, se c’è soltanto interesse a cambiare dei sintomi, nulla cambia realmente; il modo di vivere non cambia e sempre rimane sofferenza. In Asia, il percorso di studio della Legge di Natura si è sviluppato principalmente su tre direttrici: una è naturalmente quella della terapia, sia nel senso ufficiale che popolare, la seconda è quella delle arti marziali, la terza è quella della pratica consapevole della vita quotidiana, come per esempio, nel caso della Cina, lo studio del Tao. Il Tao somiglia molto allo Yoga indiano nel senso che, durante l’intera giornata, il praticante cerca di trasformare ogni cosa, corpo, mente, spirito, modo di vita, ambiente, così da armonizzarla con la Legge di Natura. Considerando le cose da questo punto di vista, prima ancora di entrare nell’argomento della pressione nello Shiatsu, dovremo osservare come i principi fondamentali della salute, quelli che conducono alla cura delle malattie, sono quegli stessi principi che vanno utilizzati e valorizzati per migliorare la propria vita. Oggi, nella società, i campi di studio vengono distinti e separati gli uni dagli altri così che, seppure alcuni insegnamenti presentano una loro profondità di contenuti, non possono essere valorizzati appieno proprio perché vengono in genere sviluppati alla luce di una visione troppo parziale. Se vogliamo avviarci verso un vero cammino di studio della Legge di Natura, abbiamo bisogno di bilanciare fra loro due aspetti: se da un lato dobbiamo certamente approfondire e specializzarci in un argomento, dall’altro abbiamo bisogno di comprendere le cose sempre da un punto di
punti fondamentali se vogliamo provare a migliorare la vita attraverso la ricerca della salute. Se avete scelto lo Shiatsu come cammino per la vostra ricerca professionale, occorre rendere più profondo questo studio.
MEDICINA NATURALE Solo gli esseri umani contemplano un’idea come la medicina, che costituisce un importante indirizzo del loro studio intorno al quale, da secoli, si sviluppano scuole di pensiero e di pratica. Gli animali sanno da soli quando stanno male; per noi uomini, invece, e necessario un certo impegno di studio, e non solo perché abbiamo indebolito il nostro istinto. Sia che si parli di medicina naturale che di medicina moderna, sia che la si definisca olistica o meno, il bisogno umano di medicina è soprattutto il bisogno di conoscere e seguire la Legge di Natura. Noi tutti viviamo in modo artificiale: abbiamo case e vestiti, mangiamo cibo cotto; niente del nostro stile di vita è naturale. Ma è proprio questo stile di vivere, così differente da quello degli altri animali, che porta in sé lo stimolo per trovare quella dimensione umana che, fra le manifestazioni della natura è assolutamente originale. Non dobbiamo necessariamente svestirci, abbandonare le nostre case e mangiare erbe selvatiche per seguire la Legge di Natura, non ha senso pensare di dover tornare a vivere nella giungla. Se volessimo vivere come fanno gli animali, riacquistare la loro naturalezza, dovremmo anche rinunciare alla cultura che abbiamo sviluppato. Ma la cultura è la base fondamentale della nostra evoluzione, la sua perdita comporterebbe anche una involuzione spirituale. C’è un’altra possibilità: sebbene non riusciamo a seguire e armonizzarci completamente con la Legge di Natura, pure possiamo impegnarci a camminare in quella direzione. Se scegliamo lo Shiatsu come strada di verifica, dobbiamo tenere presenti i sei punti sopra descritti. In questo modo, anche se in modo diverso da quello degli animali selvatici, possiamo comunque arrivare ad essere sani. Non si diventa dei veri professionisti praticando lo Shiatsu solo come un trattamento fisico, attenti solo che il paziente rimanga contento e soddisfatto perché liberato dal suo sintomo fastidioso. Cambiare un sintomo e cambiare la condizione sono due cose ben diverse. Assenza di dolore non significa migliorare la condizione del paziente. Possiamo intendere migliorata la condizione umana solo quando il modo di vedere, il modo di pensare, il modo di sentire, il modo di vivere saranno migliorati. Ma questo non può essere determinato dall’esterno; ognuno deve risvegliare una coscienza interna a lui propria. Possiamo dare a un altro la possibilità di cambiare la sua vita, ma non possiamo determinare noi, dall’esterno, questa scelta: la decisione dipende dalla consapevolezza di ognuno. E’ questo il motivo per cui l’uomo, per poter continuare a vivere nell’artificiosità del suo stile, deve inevitabilmente ricorrere alla medicina. Forse un giorno, chissà quando, fra diecimila o centomila anni, la medicina scomparirà, scomparirà forse anche la religione. Quando il genere umano sarà veramente evoluto non saranno più necessarie queste cose. State tranquilli, ci vorrà forse un milione di anni, non preoccupatevi di perdere il lavoro…! Noi abbiamo tutti la stessa origine; tutto nasce dalla stessa fonte di vita. Seppure la realtà quotidiana ci induce a credere che ognuno sia distinto da un altro, siamo invece un’unica vita, che si manifesta divisa per permettere che ogni parte collabori con l’altra. Basta pensare al nostro corpo che, originato da un’unica cellula, attraverso continue trasformazioni e differenziazioni dà origine a tante forme. Se pensiamo che ciò sia vero, allora dobbiamo anche pensare che davanti a noi c’è sempre una persona, non un paziente. Quella persona è davanti a noi come manifestazione della presenza di tutti i nostri antenati. Noi stessi abbiamo incorporato nella nostra vita quella degli antenati e lo stiamo manifestando attraverso la nostra presenza.
LA TERAPIA: RINGRAZIAMENTO Al NOSTRI ANTENATI I nostri antenati non stanno in un luogo invisibile, stanno qui, sia dentro noi stessi che davanti a noi. La nostra presenza è sostenuta dalla loro vita, nessuno può aver vita da solo, nessuno può vivere senza l’influenza e la collaborazione di altre presenze di vita. Quando si comincia a comprendere questa realtà nasce dentro un grande senso di ringraziamento e di rispetto. Per questo aiutare una persona che sta soffrendo dovrebbe essere cosa normale, una manifestazione di rispetto per i nostri antenati. E’ per manifestare questo rispetto e questo ringraziamento che nasce il trattamento. Chi fa Shiatsu quindi, oltre che terapista, abile tecnico, deve essere, per il paziente, anche un educatore. Educare significa influenzare positivamente la persona che si ha davanti, coltivando la pazienza di aspettare che sviluppi un atteggiamento corretto verso la vita. Qualche volta bisognerà aspettare un anno, o magari anche una vita. Chi fa Shiatsu però ha a disposizione un tempo limitato: offrite il trattamento con questo atteggiamento, e per il resto coltivate la speranza; un giorno forse quel paziente comprenderà ciò che avrete voluto comunicare! Chiamiamo kuyò questo modo di offrire il trattamento. Kuyò significa ‘nutrirsi insieme’, manifestare rispetto e ringraziamento per gli altri, arricchendo la propria anima e contemporaneamente quella del paziente. Se si coltiva questo atteggiamento, qualsiasi tipo di terapia o di medicina, sia essa la chirurgia oppure gli antibiotici, non dovrà più essere considerato negativo, una cosa vietata. Importante è l’atteggiamento che è dietro a chi pratica. Nessun settore della medicina approfondisce questo aspetto, ma almeno voi che fate Shiatsu e siete tra i pochi che possono avere un contatto fisico con le persone, avete la possibilità di offrire questo messaggio. Avete tempo a disposizione per farlo, e comunque ne avete molto più dei cinque minuti necessari per scrivere una ricetta..!


